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Archive for febbraio 2008

Un paio di sere fa stavo guardando un pezzo della fiction su Rino Gaetano e devo dire che questo originale personaggio mi ha incuriosito parecchio. Oggi ascoltavo “Ma il cielo è sempre più blu” e mi sono soffermata sulle parole. e’ una canzone all’apparenza semplice, ma fa una bellissima fotografia dell’Italia di quarant’anni fa. Il fatto che mi ha colpito è che sembra scritta ieri! La cosa angosciante è che l’Italia ha gli stessi identici problemi degli anni ’70…e ne ha pure perso il fervore culturale. Morale della favola: infinita tristeza…

Ma il cielo è sempre più blu (Rino Gaetano) 

Chi vive in baracca, chi suda il salario
chi ama l’amore e i sogni di gloria
chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo
chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
Chi ama la zia chi va a Porta Pia
chi trova scontato, chi come ha trovato
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…
Chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo
chi gioca coi fili chi ha fatto l’indiano
chi fa il contadino, chi spazza i cortili
chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…
Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
chi vive in Calabria, chi vive d’amore
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu
Chi è assicurato, chi è stato multato
chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia
chi è morto di invidia o di gelosia
chi ha torto o ragione,chi è Napoleone
chi grida “al ladro!”, chi ha l’antifurto
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
chi reagisce d’istinto, chi ha perso, chi ha vinto
chi mangia una volta,chi vuole l’aumento
chi cambia la barca felice e contento
chi come ha trovato,chi tutto sommato
chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
chi è stato multato, chi odia i terroni
chi canta Prévert, chi copia Baglioni
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi è morto d’invidia o di gelosia
chi legge la mano, chi vende amuleti
chi scrive poesie, chi tira le reti
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..

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Ieri ho partecipato al 28° Congresso Provinciale delle Acli milanesi. Mattinata molto densa ed interessante soprattutto la parte iniziale che ha visto gli interventi del Card. Dionigi Tettamanzi e del missionario comboniano Padre Renato Kizito Sesana. In particolare quest’ultimo ha cercato di chiarire un po’ le idee sull’instabile situazione keniana. Se non altro dopo la sua esposizione un po’ di cose quadrano!!

Tutto ha inizio  con USA (toh!) e Cina (mavà!) che si stanno spartendo il dominio del continente africano. Gli USA vorrebbero colonizzare di nuovo l’Africa con un “comando militare per l’Africa” alla cui ipotetica sede in Kenya il presidente Kibaki ha detto no; la Cina invece starebbe progettando un oleodotto che permetta di trasportare l’oro nero sudanese fino a Mombasa, ovvero al mare.

Dai mass media occidentali Raila Odinga è stato dipinto un po’ come il salvatore della democrazia e il legittimo vincitore delle elezioni, senza sottolineare il fatto che i brogli sono stati dimostrati da entrambi gli schieramenti. In realtà Odinga aveva annunciato un’apertura nei confronti dei progetti di entrambe le superpotenze.

Se i nostri media ci dicessero come stanno veramente le cose, avremmo già scoperto che Kibaki e Odinga fanno parte delle due più ricche e importanti famiglie del Kenya e che da anni la politica di questo paese si basa sull’assunto che chi finisce al potere si garantisce una maggiore ricchezza. Oggettivamente lo scontro che è in atto in kenya non è tanto etnico quanto economico. Sarà un caso che gli unici scontri si sono sviluppati solo nelle baraccopoli dove milioni di persone vivono in condizioni tutt’altro che dignitose. Il conflitto è stato etnicizzato da una propaganda di due anni e in una società così povera non è difficile che un giovane stanco, disoccupato e allo sbando si faccia assoldare per provocare le violenze.

Pertanto sembra proprio che ci stiano vendendo una guerra etnica che non esiste. Le uniche etnie in lotta sono ricchi e poveri: i ricchi che sono sempre troppo pochi e i poveri che invece sono troppi e veramente disperati.

La baraccopoli da cui sono partiti i kommandos è Kibera, il più grande e povero slum di Nairobi: circa un milione di persone che vivono in poco meno di un chilometro quadrato in baracche di lamiera e senza alcun tipo di servizio a loro disposizione. Mentre a Kibera non ci sono né acqua potabile né servizi igienici nella confinante (c’è solo un muro videosorvegliato che li separa) Karen – il quartiere più ricco di Nairobi – si gioca a golf. Ancora una volta la povera gente è stata dimenticata dai governanti a cui regalano il proprio voto e che la butta via una volta raggiunti i propri scopi.

Questa non è giustizia.

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Microcredito

Oggi ero in edicola e mi ha incuriosito la copertina Vanity Fair che titolava “L’Africa non vuole la nostra elemosina” (pensiero che sottoscrivo in pieno) e più sotto avidenziava la parola “microcredito“(teoria che sostengo ancora di più).
Da curiosa quale sono non ho resistito e ho comprato la rivista e ho scoperto l’esistenza di un bizzarro sodalizio tra Youssou Ndour, Irene grandi, Patti Smith, Alessandro Benetton, Francesco Renga e la cantante sudafricana Simphiwe Dana.
I magnifici sei insieme hanno fondato (Youssou Ndour), finanziato (Benetton) e sostenuto (Grandi, Renga, Smith e Dana) il progetto Birima; un progetto di microcredito in favore della popolazione senegalese (patria di Youssou Ndour).

Il microcredito è un brillante mezzo che permette di agevolare l’accesso ai servizi finanziari alle persone in difficoltà, nasce da un’intuizione del premio Nobel per l’economia Muhammad Yunus, fondatore della cosiddetta “banca dei poveri“. Permette ai più svantaggiati di uscire dal vortice dell’usura e dell’umiliazione dell’elemosina perché presta cifre utili per iniziare una piccola attività a tassi bassi e quindi facilmente recuperabili.

In realtà l’articolo in questione è un megaspot per l’iniziativa e per la canzone (Birima) che farà da colonna sonora alla campagna. Interessante l’idea del microcredito (anche se accompagnato da slogan del tipo “è meglio se ad aiutare gli africani sono gli africani perché tra noi ci capiamo”), di sicuro una strada che sarebbe da prendere in maggiore considerazione perché finora sembra una delle poche che riescono a raggiungere l’obiettivo tanto sbandierato dello sviluppo economico (e aggiungerei autonomo) dei paesi poveri.

Un altro spunto interessante lo da il video della canzone che vede ribaltato il luogo comune del nero-schiavo e bianco-salvatore, molto bello fino alla tremenda caduta di stile finale che vede i magnifici cinque (Benetton caccia solo la grana) tutti sorridenti che ballano e si abbracciano felici in stile finale dei mondiali.

Mi rimangono solo un paio di perplessità sulla validità etica di questa iniziativa. Prima di tutto in finale di articolo, dopo tutte queste grandi parole sulla povertà, la cooperazione e lo sviluppo si legge un notevole elenco di marchi utilizzati per la produzione del servizio…marchi che di etico non hanno proprio nulla. In secondo luogo sono molto scettica sulla garanzia morale che il gruppo Benetton possa garantire dato che da almeno dieci anni la multinazionale veneta è nel mirino dei difensori dei diritti umani per certificate violazioni nei paesi in via di sviluppo, ma non solo. Questo grande interessamento per l’Africa a me puzza tanto di greenwashing. Purtroppo non sempre le buone iniziative sono coadiuvate da buone intenzioni e nel mondo nell’imprenditoria è difficile trovare qualcuno che non pensi al proprio tornaconto.

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Caso Calmo

Premetto che Caos Calmo è il primo film con Nanni Moretti che vedo (mi ha sempre un po’ spaventato) e dato che non ne mai visto uno di Nanni Moretti non ho mezzi per paragonarlo.
Mi sono piegata alla legge del battage pubblicitario e sono andata al cinema.
In sostanza un bel film. Sincero, toccante e a tratti anche ironico; l’unica pecca in certi punti un po’ discontinuo, quasi inverosimile.

Stranamente intensi i rapporti che vanno creandosi in questo parco, rapporti fatti di normalità e lontani dal modo di essere dell’ambiente del protagnista. C’è un sottile velo di follia che accomuna tutti i protagonisit, anche quelli che non se ne accorgono. Proprio quelli che pensano di aver capito tutto in realtà non saranno mai in grado di capire.

Visto che è la moda del momento lasciate che anch’io dica la mia sulla famigerata scena di sesso di cui si è discusso tanto (e a sproposito…). E’ tamente ostentata che risulta quasi agghiacciante. Potrebbe non sembrare affatto necessaria ai fini della trama, ma per la “violenza” con cui si consuma sembrerebbe come una punizione morale nei confronti di colei che il protagonista considera come la colpevole della sua assenza nel momento della morte (accidentale?) della moglie.

In sostanza un film intenso e piacevole che affronta il tema della morte con grande delicatezza e umanità e sostenuto da una notevolissima colonna sonora.

A parte i complimenti per i grandi attori parte del cast, permettetemi un commento femminile nei confronti di Alessandro Gassman (il fratello instabile di Nanni Moretti) che non si capisce come diventi sempre più bello ogni anno che passa…

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Subsonica…il bis!

Non lo so ancora se mi sono trasferita ufficialmente qui su WordPress… Però mi piace molto. Si respira un’aria molto internazionale, anche se il fatto che tutti sembrano avere qualcosa di interessante da dire un po’ mi spaventa…

Comunque partiamo con il primo post… Ieri subsonica! Come sempre concertone! Seconda tranche del tour dell’Eclissi dato che alla prima data di Milano il cd era uscito solo un paio di settimane prima… Ultimo album per intero + una badilata di vecchi pezzi storici = quasi due ore e mezza di spettacolo! Decisamente notevole! Anche se meno acrobatici del solito è difficile trovare un gruppo che si impegni così tanto!! Grinta, impegno, testa… I Subsonica rimangono uno dei miei gruppi preferiti, non solo per come comunicano, ma anche per le cose che dicono!

Intanto carico qualche foto…

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