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Archive for the ‘Con i piedi per terra’ Category

Se non ora quando

Purtroppo oggi non ho potuto essere in piazza, ma con la mente è come se fossi lì.

Perché i diritti non sono dati per sempre, bisogna difenderli.

Perché non sopporto la riduzione dell’idea di femminilità a soli due concetti: belle tette, bel culo.

Per le adolescenti a cui raccontano che la bellezza è potenza, è libertà, ma finiscono per diventare solo schiave del proprio corpo.

Perché la nostra società è demolita ed è arrivato il momento di incominciare a ricostruirla.

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E’ da una settimana che i “rom di via Rubattino” continuano ad essere cacciati da qualsiasi rifugio riescano a trovarsi.

So che moltissime persone saranno felici, finalmente un po’ di pulizia!

Io invece sento solo puzza! Puzza di una città che sta marcendo.

Infrastrutture come il lego, cariche della polizia durante una manifestazione contro la violenza sulle donne, ambrogini d’oro a chi ingabbia delle PERSONE in un autobus, la giustizia fai da te del vicino-007

Ma cosa ci è rimasto ormai? Se si dice Milano il primo pensiero va alla moda, quindi alla cocaina e poi allo smog… Vi prego salviamo Milano dal degrado quello vero, quello culturale.

Hanno ucciso la cultura dell’alternativa. Non ci resta che aiutarci a vicenda per farla rinascere dalle sue stesse ceneri.

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Riporto qui sotto uno scritto di Alessio Di Florio che rispecchia molto il mio pensiero su questa faccenda. Non è mio interesse di ri “si” oppure “no”, è mio interesse fare delle domande, contestualizzare, comprendere. E le domande di Di Florio sono sufficientemente scomode da farci riflettere. Spero.

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Alcuni giorni fa la Corte Europea, su ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese, ha affermato che i crocifissi vanno tolti dalle scuole e dagli uffici pubblici. Lungi da me entrare in un dibattito infinito, dove si confrontano e scontrano le posizioni più diverse, ma quanto sta accadendo non può che portare turbamento e sgomento.

Cosa rappresenta, oggi, quel simbolo per i cristiani, i cattolici fedeli seguaci di Santa Madre Chiesa Romana? Abbiamo sentito parlare di simbolo della cultura, rappresentazione della tradizione, riferimenti alle radici cristiane e via discorrendo.

Aprendo il Vangelo di Matteo, leggiamo che il futuro Crocifisso afferma perentoriamente:
“Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fà la volontà del Padre mio che è nei cieli”

Quale volontà, quali opere, perseguono i defensor fidei di oggi?
E’ opera di misericordia respingere in mare i migranti in fuga dalla crocifissione quotidiana della fame, delle guerre, della povertà che uccide e violenta milioni di donne e uomini, per colpa di uno stile di vita di un’infima minoranza dell’umanità? E’ opera di carità cristiana abbandonare richiedenti asilo nella periferia di Bari?
E’ opera di fede cristiana adorare il dio Po o celebrare matrimoni celtici davanti al dio Odino?

Quanti, tra coloro che si sono dichiarati pronti a fare da “scudi umani” per opporsi alle rimozioni, sono favorevoli alla pena di morte? Quanti, quotidianamente propagandano la violenza e il rifiuto degli altri, di coloro che non la pensano come loro?

Come si può parlare di accoglienza ed amore ad una settimana esatta da quanto accaduto a Firenze? Sandra e Fortunato sono persone che hanno sofferto i dolori e le violenze più indicibili. Credono, vogliono credere strenuamente, nel Dio dei Vangeli, nel Cristo della Misericordia. Sono stati rifiutati, il loro amore è stato offeso, considerato falso e perverso, in nome di una burocrazia e di una ideologia. E oggi si vuol difendere un simbolo “dell’accoglienza e dell’amore cristiano”.

“I miti erediteranno la terra”. E’ stato mite La Russa quando, in diretta televisiva, ha augurato al conduttore, ad alcuni ospiti e ai giudici di Strasburgo di “morire ammazzati”.

L’Italia di oggi è un Paese dove non esiste il reato di tortura, dove si può morire in carcere, dove gli anziani muoiono abbandonati nelle tendopoli dell’aquilano mentre i riflettori sono accesi su otto straricchi, dove vieni selvaggiamente pestato in strada per il colore della pelle o l’abbigliamento, dove migliaia di violenze avvengono quotidianamente nel chiuso delle mura domestiche. Questa è l’Italia che si erge a difesa della presenza dei crocifissi di legno sulle mura delle scuole e degli edifici pubblici. Un simbolo che, come qualcuno ha affermato, non arreca fastidio o disturbo a nessuno.

E allora, quale significato ha la sua presenza? Cosa pretendiamo di difendere se non siamo minimamente turbati di fronte alla persecuzione, alla sofferenza, al dolore dei quotidiani crocifissi nelle carceri, nei Paesi depredati dalla nostra arroganza e disumanità, nelle quotidianità delle nostre strade?

Quella croce appesa alla parete ci ricorda, come disse il vescovo degli ultimi don Tonino Bello, che tocca a noi schiodarvi i fratelli crocifissi? Ci ricorda che Gesù è stato clandestino in Egitto appena nato ed è stato condannato a morte? Di fronte alle ideologie di morte, alle violente convinzioni, è simbolo di contraddizione?

Non può “non recare disturbo”, non può lasciare tranquilli. Se lo fa, va sradicato da ogni parete, strappato da ogni petto. Tolto definitivamente, ormai senza senso. Un simulacro vuoto, buono solo come bandiera di civiltà e come spada contro gli altri, è una bestemmia.

Quel crocifisso ha un obbligo, e fin quando non lo rispetterà tutti i discorsi saranno solo vuota retorica. E allora, “dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali…tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio…faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate…porti ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame…Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.” (Auguri scomodi, don Tonino Bello)

Tratto da Peacelink

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Clandestino

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley
Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel
Pa’ una ciudad del norte
Yo me fui a trabajar
Mi vida la dejé
Entre Ceuta y Gibraltar
Soy una raya en el mar
Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Por no llevar papel
Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Yo soy el quiebra ley
Mano Negra clandestina
Peruano clandestino
Africano clandestino
Marijuana ilegal
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley
Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

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Fonte: www.rainews24.it (originale)

“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

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Mi irrita moltissimo dover sopportare su tutte le TV facce indignate per la vicenda dei rimborsi truffa del governo inglese.

Giusto perché qui in Italia queste cose non capitano… In effetti ai politici italiani bisogna dare atto di una cosa: quando truffano, truffano con stile e che cavolo! Mica i filmini porno per il marito, qualcuno da noi ci si porta direttamente le entraineuse a casa! Le cose o si fanno bene o non si fanno!

Ci vuole proprio una bella faccia tosta a far finta che qui non succeda niente quando nel resto del mondo certi comportamenti sono sanzionati come meriterebbero. Ultimamente i pettegolezzi sono stati tanti e vergognosi, probabilmente falsi e con il solo scopo di distruggere il Presidente del Consiglio. Ma ecco che pochi giorni dopo  esce un’altra inchiesta, questa volta saldamente fondata su dei dati.

Probabilmente anch questa volta finirà tutto sotto silenzio o con un “è la solita trovata della sinistra comunista per destabilizzare la democrazia”, me lo aspetto. E purtroppo non ho fiducia nel fatto che finalmente qualcuno insorgerà, e quel qualcuno non dobbiamo essere solo noi comuni mortali armati soltanto dei nostri ideali, ma individui che abbiano un peso nel nostro paese, qualcuno che abbia il coraggio di uscire allo scoperto per salvare, una volta per tutti la tanto questa troppo vanamente nominata democrazia.

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