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Posts Tagged ‘Paolandia’

Happy new year!

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Laurearsi lavorando

Laurearsi è stata una vera emozione  per me! Certo, lo è per tutti, laurearsi è emozionante, un rito di passaggio, ma per quanto mi riguarda è stato qualcosa di più… Mi sono laureata lavorando. Sono più di tre anni ormai che faccio convivere le due cose e, nonostante tutto, credo che sia stata la scelta migliore che potessi fare… Mi è quasi costata un esaurimento nervoso, ma ne è valsa la pena 🙂  

La cosa più importante che questa esperienza mi ha insegnato è sicuramente stata la necessità di organizzazione. Io sono una casinista. Sono disordinata e amo fare mille cose (possibilmente tutte insieme) e generalmente faccio una gran confusione, mi dimentico tutto.   

Una confusione che mi è costata la perdita di alcune scadenze in università e molto stress aggiuntivo al lavoro. Non sono riuscita a gestire le due cose e alla fine anche le difficoltà più piccole sono diventate insopportabili.

È stato così che ho imparato ad organizzarmi; ho messo in lista Tutti i miei impegni (studio, lavoro e tempo libero) e per ognuno  mi sono posta una domanda: ne vale la pena?

Ho ripreso in mano le cose importanti e da lì sono ripartita: luca, studio, lavoro, volontariato e un po’ di palestra. Le ho messe in fila, ho imparato a pianificare, diventando un amante delle liste! Ahahah in effetti faccio liste di tutto. Dice che sia anche un meccanismo di gestione dell’ansia!

Ora posso finalmente fare liste di cose belle. Basta organizzazione tra doveri, finalmente posso inserire anche le passioni e le cose belle nel mio tempo libero. Posso fare quello che mi pare e negli ultimi anni è stato proprio questo a mancare di più. 

Ci sono tante idee da queste parti! Non mancheranno aggiornamenti… 

Kiss! P. 

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Arrivata alla fine della prima stagione di Six Feet Under posso dire che questa serie è un insieme di notevoli riflessioni.

I personaggi sono un po’ eccessivi a volte, ma diavolo se sono strutturati! Il cinismo di fondo è disarmante, ma denuda la realtà delle cose. Delle cose normali. Mentre guardavo Six Feet Under riflettevo sulle cose normali, sulle scelte che uno fa tutti i giorni, sul loro perché, sulle loro conseguenze…

E poi, sarà patetico, ma ho la propensione ad immedesimarmi nei personaggi che incontro nel film, nei libri, nelle serie… è una sorta di empatia che mi permette di comprendere.

Non sopporto di rimanere troppo ancorata alla realtà di tutti i giorni, alla routine, alle cose che non mi piacciono. Immaturo? Forse! Ma sapete che vi dico? Macchissenefrega!

Sarebbe troppo triste la realtà senza la fantasia, senza momenti di totale distaccamento dal ruolo di perfettivi cronici a cui il sistema ci costringe.

E comunque, si parlava della mia propensione all’immedesimazione. All’inizio la mia simpatia andava (per ovvie ragioni) a Claire, ma poi David mi ha rapito.

Questo ragazzotto tutto d’un pezzo davanti agli altri, ma così fragile nella realtà.

La disperazione di David deriva “semplicemente” dalla sua impossibilità di incasellarsi. tutti intorno a lui pretendono che lui si parcheggi in una delle categorie che la società ha comodamente preconfezionato per ognuno di noi. La scelta è così ampia che è impensabile che qualcuno non riesca a proprio a costruirsi la sua mascherina.

Beh, io a David mi ci sento proprio vicina, odio essere incasellata e non sono capace di crearmi un guscio univoco in cui rifugiarmi. Preferisco rimanere in balia delle intemperie, delle critiche, ma coerente.

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Imparando ad amare il vino bianco… Perché alcolizzarsi è una cosa seria!

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