Pensieri


Chiudo gli occhi e sono a Parigi.

In punta di piedi tra la Tour Eiffel, Mont Marte e le Rives de la Seine. Assorbita dalle mille luci della città più affascinante che io abbia mai visitato.

Di certo ho bisogno di staccare, forse di scappare, di respirare.

Chiudo gli occhi e giro come una trottola sulla giostra dei cavalli. Sono rapita da quei colori come una bambina, gli occhi spalancati.

Continuo a girare, presa da un liberatorio senso di vertigine. In attesa della mia personale zucca che mi porterà lontano, anche se già intravedo dove.

Epiciers, peintres, musiciens, vélos, bistrots…

Apro gli occhi e continuo a sognare. Così.

Mi irrita moltissimo dover sopportare su tutte le TV facce indignate per la vicenda dei rimborsi truffa del governo inglese.

Giusto perché qui in Italia queste cose non capitano… In effetti ai politici italiani bisogna dare atto di una cosa: quando truffano, truffano con stile e che cavolo! Mica i filmini porno per il marito, qualcuno da noi ci si porta direttamente le entraineuse a casa! Le cose o si fanno bene o non si fanno!

Ci vuole proprio una bella faccia tosta a far finta che qui non succeda niente quando nel resto del mondo certi comportamenti sono sanzionati come meriterebbero. Ultimamente i pettegolezzi sono stati tanti e vergognosi, probabilmente falsi e con il solo scopo di distruggere il Presidente del Consiglio. Ma ecco che pochi giorni dopo  esce un’altra inchiesta, questa volta saldamente fondata su dei dati.

Probabilmente anch questa volta finirà tutto sotto silenzio o con un “è la solita trovata della sinistra comunista per destabilizzare la democrazia”, me lo aspetto. E purtroppo non ho fiducia nel fatto che finalmente qualcuno insorgerà, e quel qualcuno non dobbiamo essere solo noi comuni mortali armati soltanto dei nostri ideali, ma individui che abbiano un peso nel nostro paese, qualcuno che abbia il coraggio di uscire allo scoperto per salvare, una volta per tutti la tanto questa troppo vanamente nominata democrazia.

Storm

Spesso ci sentiamo angosciati dalla vita che facciamo, come l’uomo che scappa impaurito dalla sua ombra e dal rimbombare dei suoi passi. Più corre, più vede la sua ombra stargli dietro; più corre più il rumore dei soi passi si fa forte e lo turba, finché non si siede e si ferma all’ombra di un albero.
(Tiziano Terzani – Lettere contro la guerra)

Io mi rendo conto che il Papa è il capo della Chiesa Cattolica e debba fare il suo lavoro, ma di nuovo con questa favola dell’astinenza sessuale per combattere l’AIDS… è anacronistico e a dir poco ingenuo sostenerlo. In un paese povero come l’Africa il proprio corpo è spesso l’unico mezzo per portare a casa dei soldi per sfamare la propria famiglia. Se la prostituzione è per molti l’ultima (ma unica spiaggia) per sopravvivere, come si può parlare di condanna dell’uso del preservativo? Non ha nessun senso! Perché invece nessuno mai porta delle condanne serie sulle politiche colonialistiche di sfruttamento dell’Africa? Perché nessuno ha ancora avuto il coraggio di condannare noi occidentali che stiamo spolpando questo continente di modo che, prima o poi, non sarà più in grado di reggersi sulle proprie gambe? Vogliamo portare l’Africa ad avere bisogno dei paesi ricchi che la tengono in pugno! Ecco cosa servono i tanto premiati soldoni di Bono & Co! Sicuramente il suo agire è a fi ìn di bene, ma porta conseguenze devastanti sulle economie povere. Uno stomaco a digiuno da settimane non riesce ad assimilare una grossa e inaspettata quantità di cibo. Allo stesso modo le economie povere non riescono a far fronte ad un massiccio arrivo di fondi. Partendo dal fatto che la quasi totalità degli aiuti umanitari finisce nelle tasche dei funzionari corrotti per finanziare feste di compleanno principesche come quella del presidente Mugabe, mentre fuori dal suo palazzo il tasso di mortalità infantile è stimato al 50%. è banale dirlo, ma bisogna lavorare sulla prevenzione e la cura dell’AIDS! Cure gratuite per sieropositivi e malati, soprattutto se sono sotto la soglia di povertà; solo che non si fa e in pochi riescono a portare queste parole nei luoghi in cui i G7-8-20 ecc. discutono delle sorti del pianeta e decidono anche per gli assenti.

Vorrei che qualcuno parlasse dell’opportunità di permettere alla gente africana di bastare a sé stessa. Semplicemente. Permettere ad un continente di affermarsi non per forza a colpi di PIL, ma con l’umanità che noi occidentali abbiamo ormai perso da tempo.

Spesso mi domando se e quando una persona, pensando a se stessa, possa arrivare alla conclusione “Ora la mia vita ha un senso”.

Come funziona; si capisce e basta?

Oppure ci sono dei parametri?

La vita di un Gino Strada ha senso. Ha fatto grandi cose, salva vite umane come noi comuni mortali beviamo caffè.

Chi combatte a viso aperto per i propri ideali, chi si fa picchiare e arrestare per avere il diritto di esistere. La loro vita ha un senso. Aung San Su Chi, il Dalai Lama, Peppino Impastato…

Chi, in laboratorio, studia per sconfiggere il cancro o per trovare una cura per l’AIDS. La loro vita sì, che ha un senso.

Le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro, ma non la speranza e che sono in grado di reinventarsi a 50 anni. La loro vita non ha solo un senso, ne ha più d’uni perché stanno vivendo più di un vita, e la stanno vivendo appieno.

La mia vita è semplice. Non faccio niente di speciale. Lavoro, studio, coltivo i miei affetti, le mie passioni ed i miei hobby.

Forse l’unica cosa speciale è il mio impegno in favore degli immigrati.

Probabilmente non sarò mai ricordata dal mondo per le grandi cose ho fatto o che ho scritto.

Ma mi chiedo, di nuovo, è solo questo che rende una vita sensata? Ma poi, veramente, qualcuno saprà mai?

Per ora credo che mi limiterò a vivere la mia vita secondo i miei principi, in modo genuino.

Per ora credo che continuerò a sorridere e ad amare, ancora di più e meglio di quanto già non faccia.

E poi, magari, capirò. Quando sarà il momento capirò.

Intanto auguro un sereno anno nuovo. A me stessa e a chiunque passi di qui.

Cristmas has gone!

E anche quest’anno è passato Natale.

L’ho atteso, l’ho preparato, l’ho pensato, come sempre.

Sono le luci, i colori, i sorrisi e i profumi che mi emozionano.

Le risate. Quelle risate mi tengono in vita.

L’emozione che provo ancora oggi nello scartare un pacchetto, cercando di indovinare cosa quella persona ha tenuto in serbo per me.

La gioia che si scorge negli occhi di chi apre il regalo che tu hai preparato pensando a lui e nessun altro.

Con tutto l’amore che si può.

E anche quest’anno è passato Natale.

L’ho atteso, l’ho preparato, l’ho pensato, come sempre, ed ora è passato.

È la strana sensazione che si prova quando si desidera una cosa, ci si emoziona, la si vive… e poi va!

Tutto troppo velocemente.

Sempre troppo velocemente.

Ma è rimasta una luce.

Le energie recuperate durante le vacanze sono già esaurite.

Sono in riserva.

Non c’è tempo!

Non c’è più tempo per parlare, non c’è tempo per leggere, non c’è tempo per chiudere gli occhi davvero.

Sono scelte. Non c’è dubbio. Sono scelte mie, ma i dubbi riescono sempre a conquistare il mio territorio nonostante i miei strenui tentativi di difendermi.

Non pensarci, mi dico. Hai ragione tu!

 

Oggi è malauguratamente lunedì. Solita routine. Sveglia, ancora mezza addormentata faccio colazione mentre guardo il TG. Prima notizia: “OGGI L’URAGANO GUSTAV SI ABBATTERA’ SU NEW ORLEANS”. Occavolo, penso; sono ancora mezza addormentata, ma mi rendo conto che c’è qualcosa che no va.

Sembra che l’uragano Gustav si sia creato dal nulla al largo della costa americana, ma non è così. L’uragano ha già sconvolto i Caraibi lasciando alle sue spalle 80 morti. La mia prima domanda è come sempre “Perché”? Si parla da giorni dell’arrivo di questa catastrofe e giustamente si è deciso di evaquare New Orleans, ma perché non agire anche sui villaggi di Cuba e Haiti? (domanda retorica)

Che poi se ci pensi bene anche a New Orleans sono appena stati promossi. Gli ha detto bene che sto giro la puzza di morte è arrivata insieme alle elezioni e che i repubbliccani avevano bisogno di una bella candeggiata all’immagine. Thank you King Bush! Grazie per aver pensato a noi…questa volta!! Furbacchione…

Inogni caso, se ho capito bene il discorso si può brevemente riassumere così: nell’era del consumismo tutto si riduce ad un’operazione di marketing e il trucco è trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Bisogna lavorare perché non ci siano perdite. Se salvare quella vita porterà un guadagno rispetto alla spesa che ha comportato salvarla, ne vale la pena.

No… è troppo cinico non ce la faccio!

Fermate il mondo voglio scendere!!!

Certi giorni ci vuole un attimo per essere felici. Quanto aveva ragione Proust…

Il caro vecchio Marcel e le sue Madeleine…

Basta un odore, un sapore, un rumore particolare che si risvegliano nel cuore certi ricordi. Quelli sereni.

Basta un pensiero di questi e una giornata neanche tanto ispirata si trasforma nel raggio di sole più splendente. E ti ritrovi a saltellare per Milano con la voglia di sorridere e salutare tutti (…a Milano! Che se lo fai ti considerano pericolosa).

Però non riuscivo a smettere di sorridere e godermi le carezze del vento con in mano una granita mandorle e gelsi con John Mayer nelle orecchie, che se chiudevo gli occhi mi sembrava di essere di nuovo in centro a Catania.

In questi momenti viaggio verso Paolandia. Un posto sereno, colorato e luminoso nascosto in un angolo introvabile del mio cervello.

Sì, oggi è un giorno speciale. Uno dei criminali più ricercati al mondo (e forse anche tra i più dimenticati da alcuni “grandi”) è stato catturato.

Non bisogna da brindare. Non bisogna da fare caroselli né prodigarsi in ufficiali complimenti. Non può essere una festa perché le migliaia di persone che sono morte, che sono state torturate o sono marcite in campi di concentramento non possono dimenticare…anche se sono state dimenticate. Quando la violenza ti brucia nella carne non credo che esista sollievo. Non mi piace che qualcuno usi espressioni come “voltare pagina” o “chiudere un capitolo”. Bisogna che sia fatta giustizia ma questo non significa che si possano archiviare certe tragedie.

La cattura di Karadzic mi fa pensare che forse da qualche parte esista una qualche giustizia e questo mi rasserena parecchio dato il complicato periodo storico che stiamo attraversando.

Forse esiste una giustizia.

Per ora ci voglio credere.

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