Spesso mi domando se e quando una persona, pensando a se stessa, possa arrivare alla conclusione “Ora la mia vita ha un senso”.
Come funziona; si capisce e basta?
Oppure ci sono dei parametri?
La vita di un Gino Strada ha senso. Ha fatto grandi cose, salva vite umane come noi comuni mortali beviamo caffè.
Chi combatte a viso aperto per i propri ideali, chi si fa picchiare e arrestare per avere il diritto di esistere. La loro vita ha un senso. Aung San Su Chi, il Dalai Lama, Peppino Impastato…
Chi, in laboratorio, studia per sconfiggere il cancro o per trovare una cura per l’AIDS. La loro vita sì, che ha un senso.
Le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro, ma non la speranza e che sono in grado di reinventarsi a 50 anni. La loro vita non ha solo un senso, ne ha più d’uni perché stanno vivendo più di un vita, e la stanno vivendo appieno.
La mia vita è semplice. Non faccio niente di speciale. Lavoro, studio, coltivo i miei affetti, le mie passioni ed i miei hobby.
Forse l’unica cosa speciale è il mio impegno in favore degli immigrati.
Probabilmente non sarò mai ricordata dal mondo per le grandi cose ho fatto o che ho scritto.
Ma mi chiedo, di nuovo, è solo questo che rende una vita sensata? Ma poi, veramente, qualcuno saprà mai?
Per ora credo che mi limiterò a vivere la mia vita secondo i miei principi, in modo genuino.
Per ora credo che continuerò a sorridere e ad amare, ancora di più e meglio di quanto già non faccia.
E poi, magari, capirò. Quando sarà il momento capirò.
Intanto auguro un sereno anno nuovo. A me stessa e a chiunque passi di qui.
