Chiudo gli occhi e sono a Parigi.
In punta di piedi tra la Tour Eiffel, Mont Marte e le Rives de la Seine. Assorbita dalle mille luci della città più affascinante che io abbia mai visitato.
Di certo ho bisogno di staccare, forse di scappare, di respirare.
Chiudo gli occhi e giro come una trottola sulla giostra dei cavalli. Sono rapita da quei colori come una bambina, gli occhi spalancati.
Continuo a girare, presa da un liberatorio senso di vertigine. In attesa della mia personale zucca che mi porterà lontano, anche se già intravedo dove.
Epiciers, peintres, musiciens, vélos, bistrots…
Apro gli occhi e continuo a sognare. Così.